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5 consigli per scegliere un (buon) influencer

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Il mondo del marketing ormai si affida sovente agli influencer di tendenza, ma spesso le strategie marketing non sono elaborate nella maniera corretta

Troisi Influencer

Un mare di pubblicità, migliaia di marche, tutte alla ricerca di quel quid capace di differenziarle dalla concorrenza. In questo caso si ricorre sempre più spesso agli influencer, che garantiscono – o dovrebbero farlo – visibilità, consapevolezza ma, soprattutto impegno. In tal caso, qualora il blogger o personaggio famoso individuato riesca a svolgere al meglio il proprio lavoro, la sua opera potrebbe tradursi con effetto quasi immediato in un incremento sostanziale nelle vendite o, ancor meglio nel miglioramento della brand reputation o reputazione digitale.

Il web è pieno di influencer, ma se si individua quello giusto, il risultato è garantito. È successo anche nel passaggio da un media all’altro, come nel caso di Ballando con le stelle, nota trasmissione targata Rai Uno, che ha abbassato notevolmente la media anagrafica dei propri spettatori coinvolgendo i cosiddetti “millennials” grazie alle “intrusioni” di due mostri sacri tra le teenagers come Benji e Fede.

L’errore è però dietro l’angolo: il mondo del marketing ormai si affida sovente agli influencer di tendenza, ma spesso le strategie marketing non sono elaborate nella maniera corretta.

Bisogna infatti essere in grado di scegliere la persona giusta per far luccicare la vostra reputazione online, e non solo quella con il numero più alto di fan e con il nome più accattivante. Il rapporto tra il brand e l’influencer deve innanzitutto essere regolamentato da un rapporto di comprensione reciproca, basato sui valori reali e misurabili e da un certo grado di compatibilità, sia caratteriale che lavorativa.

Come scegliere un influencer o brand ambassador di successo

Ad elencare le cinque caratteristiche essenziali per la scelta del proprio “ambasciatore” è Jessica Thomas, che ricopre il ruolo di co-responsabile della divisione approvazione di WME:

Apertura: bisogna evitare che la scelta ricada sull’influencer più conosciuto o che più piace all’azienda. In tal caso, è fondamentale indossare i panni del pubblico, e ricercare la risonanza necessaria per affrontare il target e far arrivare il messaggio della vostra campagna in modo efficace. È bene ricordare che il numero di seguaci non è un fattore di influenza, né tanto meno è differenziante. Numeri maggiori non sempre si traducono in un impegno maggiore.

Autenticità: Il web non è altro che un grande specchio, pulito e trasparente. Ed è per questo che il pubblico dopo pochi secondi è in grado di riconoscere se un messaggio scritto sul profilo del proprio influencer di riferimento è reale e aderente a quello che ha già raccontato in precedenza. In questo senso bisogna preferire ambasciatori affini o quanto meno interessati al prodotto o al brand. Solo se il messaggio è aderente, l’influencer potrà mettersi in gioco, e il pubblico di riferimento ne intuirà la veridicità.

Talento: Il web non è la tv. Appurato questo concetto, vien da sé che nella ricerca dell’influencer non bisogna tenere in considerazione i canoni della bellezza estetica. A fare la differenza è sempre più spesso il talento creativo, quel fattore in grado di aggiungere valore alla campagna marketing. Solo in tal modo lo sguardo del pubblico potrà cambiare nei confronti del brand.

Integrazione: L’influencer scelto per la campagna non deve essere un alieno catapultato nella situazione, non deve sentirsi un corpo estraneo. È assolutamente consigliato permettere al talento scelto di sentirsi parte del progetto. Solo in questo modo il messaggio che comunicherà sarà più d’impatto e senza dubbio più autentico.

Curiositá e spirito critico: le domande sono caratteristiche fondamentali nel web, sono alla base delle soluzioni agli obiettivi che il brand si pone. Ogni obiettivo ha una risposta corretta, differente dalle altre. Non è possibile assimilare strategie totalmente differenti tra di loro. L’approccio al pubblico digitale è diverso rispetto a quello con il pubblico reale, locale, di nicchia. Non possiamo parlare con lo stesso linguaggio a chi legge contenuti specifici di bellezza e a coloro che tutti i giorni leggono di sport.

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