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Search Engine Ranking Factors 2015: i 9 fattori chiave in ottica SEO

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CEO Google

Motori di ricerca, visibilità, algoritmi. Anche il mondo del web per alcuni tratti può catalogarsi come una scienza esatta, gestita da numeri e da regole ben precise che cambiano sempre più velocemente. Per evitare le magie dei “furbetti del quartierino (alias spammatori per antonomasia)”, certo, ma anche per incrementare sempre più la qualità dei contenuti e la veridicità delle posizioni nella serp.

Uno dei primi fattori che indicano la buona riuscita di una strategia di comunicazione digitale non è infatti la presenza di una quantità esagerata di testi, immagini, video, ma di contenuti ad altissima qualità in grado di assorbire l’interesse e l’interazione dell’utente.

Per esaltare i fattori di ricerca primari, ogni due anni Moz raccoglie le opinioni dei più brillanti marketer di tutto il mondo, gestendo studi associati per comprendere nel miglior modo possibile quali ingranaggi fanno girare il motore di ricerca, cosa fa muovere gli spider e quali caratteristiche portano al successo. Questi dati si trasformano poi in best practise per trasformare in discesa la via verso un cospicuo ritorno dell’investimento.

La ricerca biennale di Moz ha riguardato questa volta 150 leader del settore del marketing online, che hanno fornito un proprio giudizio su oltre 90 fattori di posizionamento, procedendo poi, con l’ausilio del team di Science Data di Moz, guidato dal dottor Mattew Peters, alla pubblicazione di un capillare studio di correlazione per individuare le funzionalità associabili a ranking di ricerca più significativi. Per migliorare i risultati dello studio, Moz ha collaborato con alcuni dei più noti brand del mercato dell’analisi, come Similar Web, DomainTools e Ahrefs.

I 150 esperti interpellati da Moz non hanno però stilato una classifica degli strumenti che i motori di ricerca – e in generale Google, il motore per antonomasia che convoglia circa il 95% del traffico – utilizzano per valutare i siti, ma evidenziano le caratteristiche che gli spider tengono in maggiore considerazione. Per ottenere risultati importanti in ottica SEO, sarà dunque fondamentale comprendere tale combinazione, abbinandola all’esperienza sul campo, alla conoscenza degli algoritmi dei motori di ricerca e ad un aggiornamento continuo di quanto richiedono i motori.

La classifica dei 9 fattori chiave in ottica SEO

Questa la classifica dei primi 9 fattori più considerati in termini di indicizzazione e posizionamento sui motori di ricerca:

  1. Link building a livello di dominio
  2. Link building a livello di pagina
  3. Keyword a livello di pagina e content based featured
  4. Keyword “agnostiche” a livello di pagina (tema che approfondiremo nei prossimi articoli)
  5. Interazione dell’utenza e il traffico legato alle ricerche del target
  6. Metriche legate al brand a livello di dominio
  7. Keyword usate a livello di dominio
  8. Keyword Agnostic Featured a livello di dominio
  9. Metriche social a livello di pagina

Tale sondaggio tra i migliori rappresentanti del marketing mondiale sovverte – e non di poco – il sentire comune in merito alle metriche che contribuiscono maggiormente al successo di una strategia.

Importanza capitale assume infatti la link building, sia a livello di dominio che a livello di pagina. Link/citazioni di altissima qualità in entrata (ma anche in uscita), facilitano infatti il lavoro degli spider e la correlazione dei contenuti, oltre a rankare in maniera esponenziale. Per i motori di ricerca (o meglio per Big G) sono i Search Engine Factors Primary per antonomasia.

Da non sottovalutare anche l’importanza delle keyword, in particolare la loro integrazione con il codice HTML della pagina, la rilveanza semantica e il relativo language modeling. Le parole chiave, per chi di SEO non capisce una cippa, non sono soltanto quelle “macchie” in grassetto quasi estratte a sorte, ma facilitano il compito sia dell’utente, che anche visivamente può accorgersi immediatamente che quello che cercava è effettivamente riportato nei contenuti, sia del motore, che mal digerisce una tavola di testo preferendo “appigli” e soluzioni più visibili (bullet point, infografiche, tabelle). Ritornando ai risultati del report Moz arriva la conferma che l’influenza della correlazione tra on-page keyword e rankings è piuttosta bassa, difatti i motori di ricerca attuali sono degli esseri intelligenti o smarter.

Si piazza invece solo al quinto posto l’interazione dell’utenza: l’engagement è sintomo della “buona salute” di un brand e della considerazione, positiva o negativa che sia, che l’utente ha nei confronti del prodotto, ma è pur vero che il motore di ricerca non considera così rilevanti commenti, like e condivisioni.

Crolla, invece, la “reputazione” dei social network, che si piazzano in fondo alla classifica e influenzano solo relativamente il compito del motore di ricerca. È quindi sempre più evidente che il compito di Facebook e dei suoi “fratelli”, deputati ad essere una vetrina del brand e non un mezzo utile a Google e agli altri motori.

Per una strategia di comunicazione vincente, sarà fondamentale includere quindi tutti i parametri, sia quelli che influenzano l’attività del motore, sia quelli utili soltanto lato utente, ma è fondamentale saper attribuire ad ogni leva il proprio compito, allocando un budget studiato, stimato non a seconda delle mode ma a seconda dell’effettivo tornaconto per il brand.

Ranking Factors Infografica Moz

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