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Marketing Automation: ama il cliente tuo come te stesso

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Solitamente il rapporto tra imprenditori e consumatori digitali si concentra sulle azioni multicanale utili a “catturare” una vendita. Questo assunto vale ancor di più nel campo del fashion, all’interno del quale tutto gravita attorno al marchio e alle sue implicazioni, perché raccontano anche la personalità dei fruitori del prodotto, e il legame con il brand richiede una strategia integrata multicanale per colpire il portafoglio del consumatore che si trova dall’altra parte dello schermo, sia esso di uno smartphone o di un computer portatile. L’imprenditore si concentra essenzialmente sulle modalità per colpire e catturare l’attenzione dei clienti, tramite una proposta utile per confezionare vendite sia online che offline. È fondamentale l’interazione con i clienti reali, colpendoli con diversi strumenti come le newsletter per raggiungere migliaia di contatti, accanto a cui affiancare una serie di risorse altamente misurabili e una vetrina per coinvolgere i followers con i social network.

Al contempo, sarà importante curare i contenuti per informare gli utenti, generare eventi in tempo reale e popolare le piattaforme con il supporto del team IT.

Il primo contatto con il cliente sono le landing page, e più queste ultime sono specifiche, più raccolgono il riscontro positivo degli utenti, più basso è il corrispondente tasso di abbandono. Al contempo, bisogna intuire le domande e i bisogni degli utenti, capirne il comportamento e la loro identità. Il cliente va infatti guidato mano nella mano, finché non si trasforma in un vero e proprio evangelizzatore del marchio. In quest’ottica sono programmate le campagne inbound con contenuti specifici fortemente in target con i profili vicini al brand, il cui obiettivo primario è aumentare il bacino e permettere una conoscenza del marchio sempre più capillare. Dalle campagne sarà poi possibile ottenere informazioni importanti sul contatto e sull’esperienza di navigazione, e di conseguenza ottimizzare una digital strategy nell’ottica della user experience.

La propensione all’acquisto da parte del cliente sarà valutabile in base ad uno score che segnerà il rapporto tra l’interlocutore finale e il venditore e veicolerà messaggi e prodotti sulla scorta degli interessi. Poiché, però, i segmenti sono molteplici e hanno valori differenti, assume importanza capitale la variazione delle campagne digitali a seconda dei segmenti stessi, visto che le risposte e i punteggi variano a seconda della clientela di riferimento.  E soprattutto chi si occupa di marketing digitale deve essere in grado di leggere e gestire le informazioni generate per determinare l’evoluzione delle attività della strategia integrata. Ogni passo che il cliente compie è un punto di contatto con il brand: dalla mail alle interazioni sui social network, dai commenti sul blog agli eventi digitali o live, fino alla registrazione nei sistemi di “fidelizzazione” e di newsletter. Senza i mezzi tecnologici adeguati, è però impossibile gestire numeri importanti derivanti da un segmento di pubblico che consta centinaia di migliaia di clienti, soprattutto a fronte di un team composto da poche unità, che non riesce più a fronteggiare ai giusti ritmi la mole dei dati prodotti.

Ed è per questo motivo che spesso si ricorre alla Marketing Automation, che consente di “meccanizzare” alcuni comparti digitali per usufruire di dati e analisi più strutturate. La Marketing Automation consente una serie di vantaggi non indifferenti: aumenta il tasso di conversione, diminuiscono i costi a fronte di un’ottimizzazione già effettuata in maniera meccanica e calano persino le spese. Ed è per questo che il marketing si dirige sempre più verso la sua evoluzione automatizzata, che produce vantaggi competitivi significativi, sviscerando nei minimi dettagli il valore d’impatto di un core business sul segmento di mercato.

Se però non si conoscono i clienti e i loro bisogni, e se il marketer non è in grado di gestire una comunicazione multicanale in maniera sicura e automatizzata, allora tutte le frasi “d’amore” che proviamo a rivolgere ai clienti, tutta la centralità del cliente, tutta la buona volontà nell’assecondare le sue domande e i suoi bisogni vengono meno.

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