Registra il tuo sito

Le professioni del futuro: cercasi disperatamente profili tech

Home»News»Le professioni del futuro: cercasi disperatamente profili tech

Specialisti in Big Data, progettisti del corpo umano, esperti in empatia emozionale o creatori di habitat virtuali. Saranno questi alcuni dei profili professionali maggiormente richiesti nei prossimi anni secondo le nostre previsioni e quelle dei principali esperti del settore.

Da piccoli ci sarà stato chiesto diverse volte: “Cosa vuoi fare da grande? Medico, poliziotto, calciatore, maestro, e così via, erano più o meno queste le nostre risposte alla domanda. E se oggi la rivolgessimo ai nativi digitali? Le loro risposte saranno sicuramente diverse considerato il grande impatto della tecnologia nelle loro vite: una tecnologia che sta influenzando il presente e che influenzerà il futuro del mercato del lavoro che concentra il suo interesse sulle professioni ICT.

Le professioni del futuro: nativi digitali

Dalla prima Rivoluzione Industriale sono già trascorsi 270 anni, un arco di tempo che conferma come i progressi tecnologici hanno cambiato il modo di lavorare delle persone ed il lavoro stesso. La tecnologia si evolve ogni giorno e richiede lavoratori con un alto grado di conoscenze digitali, qualificati e specializzati, con un chiaro orientamento al business e che sappiano adattarsi rapidamente ai cambiamenti. Il 47% dei posti di lavoro tradizionali andranno a scomparire nei prossimi dieci anni, fenomeno legato alla rivoluzione che stiamo vivendo nel settore della robotica. Tuttavia non è un processo nuovo, poiché oggi sopravvive solo l’1% dei lavori che venivano praticati un secolo fa, affermano gli esperti. Stiamo vivendo una nuova Rivoluzione Industriale, che nel medio e lungo termine, si rivelerà molto utile.

Le professioni che verranno

Esistono diversi documenti e analisi che illustrano come saranno le professioni tecnologiche del futuro. Ad esempio, 8 giovani su 10, di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, andranno alla ricerca di un’occupazione legata al settore del digitale. Tuttavia, ciò che è significativo, è che queste tipologie di impiego ancora non esistono.

Tra i profili professionali con maggior richiesta risultano gli architetti, esperti in città intelligenti, usabilità ed innovazione digitale; ingegneri smart factory, esperti e gestori dei rischi digitali. Spiccano in particolare gli esperti in Big Data, un’occupazione che secondo gli esperti sarà tra le più richieste nei prossimi mesi. In tal senso, l’analisi dei trend di dati in tempo reale si convertirà nella priorità e nella sfida derivante dall’Internet delle Cose.

Si tratta di lavoratori che apportano molto valore e stanno operando in settori che vedono l’impiego di tante nuove tecnologie che si evoluzionano continuamente, e per questo è importante non solo apprendere ma anche formarsi per tutta la vita”.

Un’altra tendenza in crescita è quella del Growth Hacker, legata principalmente alle startups. Ancora è poco conosciuta, ma le statistiche riportano che diverrà popolare a breve, poiché i professionisti di questo settore dovranno fare in modo che una società cresca. Per questo si servono di strumenti propri del segmento impresariale, ma bisogna considerare un particolare: meno costi, maggior creatività. Il curriculum di un Growth Hacker include una profonda conoscenza dell’analisi dei dati, del marketing, della comunicazione e naturalmente della tecnologia.

Le professioni del futuro: Growth Hacker

I futuri sviluppi nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale, porteranno alla creazione di nuove opportunità lavorative. Infatti, sembra che il 65% degli studenti nordamericani punterà a carriere al momento inesistenti, secondo le previsioni di Microsoft e della società di consulenza The Future Laboratory riportate nel documento “Tomorrow’s Jobs”.

Il documento indica ulteriori dieci categorie lavorative che stanno per arrivare e le abilità che richiederanno. Tra queste una specie di “Space junk archaeologist” che analizzerà le particelle che orbitano intorno al nostro pianeta, svolgendo visite guidate su navicelle spaziali e satelliti abbandonati; o disegnatori del corpo umano capaci di apportare caratteristiche personalizzate in funzione del tono della pelle o della muscolatura di una persona, e di habitat virtuali che rappresenteranno mondi così immersivi ed interattivi quasi indistinguibili da quelli reali. Nella lista rientrano anche gli “specialisti in batterie” che dirigeranno i loro passi verso infrastrutture energetiche pienamente sostenibili e strutture di ricarica super veloci per far fronte alla richiesta energetica, conseguenza della crescente dipendenza dall’Internet delle Cose. Rientrano poi profili relazionati con la nanomedicina, la gamification e la cibernetica.

La formazione è la chiave

Mentre proliferano gli specialisti di Big Data, i programmatori dell’Internet delle Cose e i profili STEM (scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), fare previsioni sul mercato del lavoro a breve e lungo termine risulta complicato.

Ci si dovrebbe chiedere se le persone sono veramente preparate per questi profili futuri. Sicuramente ci sarà spazio solo per coloro che non hanno paura del cambiamento e sapranno rinnovarsi adattandosi ai tempi”.

La formazione continua rivestirà un ruolo fondamentale, come la flessibilità e la capacità di accogliere le richieste del mercato soprattutto per quanto riguarda metodologie e linguaggi di programmazione. Ma c’è di più. Il contesto educativo e formativo deve tenere sempre presente questa realtà per non perdere né rilevanza né impatto.

Promuovere un’educazione di qualità, in cui sono presenti le nuove tecnologie, deve rappresentare un obiettivo prioritario sulla strada dell’innovazione e del miglioramento della qualità di vita della società”.

L’esito di questa trasformazione educativa (dove la tecnologia si mette a servizio della pedagogia), dipende da tre fattori principali: formazione dei docenti, contenuti digitali educativi e piattaforme tecnologiche. Queste nuove professioni porteranno grandi cambiamenti e alla comparsa di nuovi attori nel mercato del lavoro, che punteranno ad un adattamento degli orari, sul lavoro a distanza o a politiche del tipo “Bring Your Own Device”, o BYOD. La finestra sulle professioni tecnologiche del futuro è già aperta e la loro richiesta crescerà.

Per concludere riportiamo un dato signigicato: il 45% dei posti di lavoro attuali richiede abilità tecnologiche; la percentuale potrebbe aumentare al 60% secondo l’Unione Europea.

Share Button

Leave a Reply

Your email address will not be published.